
“Che cento fiori fioriscano, che cento scuole di pensiero gareggino” e parafrasando Mao Tse-tung, il grande timoniere, ‘che centro librerie crescano e attraversino le nostre contrade riarse di cultura!’
La vicenda professionale di Valentina Rizzi è stata ripresa recentemente dal supplemento settimanale del Corriere della Sera «la Lettura» #317, in edicola da domenica 24 a sabato 30 dicembre, in un articolo di Alessandro Fulloni. Viene ripercorsa la storia di Valentina che ha allestito una libreria ambulante lungo il litorale di Ostia (Roma), tra la foce del Tevere, le piazze, il lungomare e la pineta, su di un ape color blu notte/mare con elegante capote bianca riempito all’inverosimile da libri per adulti e per bambini nei luoghi del degrado territoriale e sociale. Una zona di scadimento ambientale istituzionale come recentemente evidenziato dallo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale.
Eppure siamo alla periferia di Roma, la capitale. Così degradata e sicura per la malavita se Roberto Spada, membro di una famiglia coinvolta in varie inchieste giudiziarie, non si è sottratto dal reagire con una capocciata alle domande del giornalista Daniele Piervincenzi, rompendogli il setto nasale, e prima ancora tristemente famosa per l’efferato omicidio di Pasolini.

Valentina si è inventata un sogno: scrivere e pubblicare, con la casa editrice da lei fondata, Bibliolibrò, libri per bambini e ragazzi che vende per strada. Scelte analoghe sono state compiute da altri funamboli della lettura, da bibliofili amanti dei libri, che con la loro azione insinuano nelle nostre lande desolate un fiore, un pensiero gentile.
Il recente libro ‘Sulle strade dei libri’ di Paola Bisconti (Edizioni Esperidi) illustra la realizzazione nel Salento delle ‘Little free Libraries’, casette di legno colorato al cui interno lei deposita libri di contenuto vario, collocate nei punti più significativi di un quartiere, una piazza, una scuola per incentivare la lettura come strumento di crescita culturale, di libertà e di consapevolezza.
Ha come precedenti il book-crossing, il ‘Bibliobus’ di Luciano Bianciardi negli anni ’50, e più di recente la biblioteca ambulante di Filippo Nicosia, che su un furgone, un Fiat 900 Panorama, ha messo in pratica il progetto ‘Pianissimo, libri sulla strada’.
Come ha già fatto nei piccoli paesi del Sud Marocco Jamila Hassoune, che considera i libri come strumenti per diffondere la cultura, un’esperienza che racconta nel suo libro ‘La libraia di Marrakesch’.
Il germe della cultura fatica a far comprendere che c’è sempre un’alternativa alla violenza e al degrado. La via per conquistare la bellezza passa dai libri, unici a poter vincere sul deserto di un’anima e sulla ferocia di un litorale.